Il prodotto: agglomerato di quarzo

L’agglomerato di quarzo è un materiale prodotto sotto forma di lastre da 304 x 140 cm realizzato con tecnologia Bretonstone®system attraverso un particolare processo di “vibro compattazione sottovuoto”. Le lastre sono ottenute dalla miscelazione di sabbia silicea o quarzo puro (95%) con resina strutturale poliestere (5%) e pigmenti colorati stabilizzati ai raggi UV. Il materiale ha le caratteristiche ideali per l’utilizzo nel settore dell’arredamento pubblico e privato. Le lastre a base di quarzo o silice mantengono le proprietà fisico meccaniche proprie dei componenti originari, ovverosia:

• aspetto compatto;
• alta resistenza agli urti, all’abrasione ed agli agenti chimici;
• assorbimento dei liquidi sostanzialmente nullo;
• alta resistenza alla compressione ed alla flessione;
• uniformità di colorazione, indispensabile nel campo dell’arredamento per la realizzazione di top cucina e bagni ed arredamenti in genere;
• facilità di manutenzione (non richiede l’applicazione di alcun tipo di trattamento);
• reperibilità nel lungo termine;
• buona stabilità dimensionale e cromatica;
• vasta gamma di colori in grado di soddisfare le più svariate esigenze.

Indicazioni per la cura e la manutenzione

I compositi di quarzo sono materiali ad alta compattezza e privi di porosità, tanto da non necessitare di trattamenti oleoidrorepellenti. Non assorbono liquidi, odori e grassi alimentari. Non essendo porosi non consentono il prolificare dei batteri, resistono agli acidi, sono di facile pulizia e garantiscono l’igiene. Resistono alle macchie domestiche e d’uso, alle rigature, ai graffi e ai piccoli urti. Nonostante il materiale possa resistere alle elevate temperature è opportuno proteggerlo con sottopentole per evitare il contatto diretto con le superfici di pentole o stoviglie appena ritirate dal fuoco. Infatti il contatto diretto con oggetti surriscaldati o fiamme, potrebbe provocare macchie indelebili dovute al riscaldamento della resina o rotture create dall’elevato shock termico. Non utilizzare mai il piano come base per lo stiro. Pur essendo resistente alle rigature e ai graffi, per una più duratura conservazione dell’aspetto originario si consiglia sempre l’uso di taglieri. È bene inoltre non sovraccaricare mai i piani di lavoro con pesi superiori a 50 Kg (non salire o sedersi sopra i top) ed evitare la caduta di oggetti contundenti (es. coltelli, bottiglie, pentole, utensili da lavoro, ecc.) che, per la loro conformazione, possono causare scheggiature di difficile se non impossibile ripristino.

Consigli per la pulizia delle superfici lucide

Per la pulizia ordinaria utilizzare un panno morbido inumidito con acqua e detergenti neutri.
Per macchie persistenti si possono usare anche detersivi aggressivi a base acida come ad esempio, Viakal, Aiax bagno, Cif ecc. ecc.. Grazie all’ottima compattezza del materiale è possibile utilizzare spugnette da cucina anche dal lato ruvido. Evitare di pulire le superfici con alcool denaturato che, essiccandosi, potrebbe lasciare aloni difficilmente rimovibili.
Prodotti non idonei: evitare di pulire la superficie con prodotti contenenti candeggina o comunque a ph altamente basico che, in caso di applicazioni prolungate, possono creare un alone biancastro. Altri prodotti che possono danneggiare la superficie sono il tricotilene, i solventi industriali, l’acido fluoridrico, la soda caustica, i solventi per vernici.

                                            

Consigli per la pulizia delle superfici opache

La levigatura, la sabbiatura e patinatura delle lastre per ottenere l’effetto opaco, velvet, tatum, sabbiato e patinato, viene eseguita meccanicamente con appositi impianti che eseguono le lavorazioni meccaniche necessarie per ottenere le varie finiture asportando parte del materiale. Le superfici così ottenute si presentano con delle zigrinature o delle asperità più o meno evidenti che fanno sì che il materiale non rifletta la luce come una superficie lucida risultando opaco alla vista e più o meno ruvido al tatto. Il grado di ruvidità dipende dalle diverse finiture. Guardando le due figure che schematizzano una finitura lucida e una finitura glabra, si noterà che il piano della superficie lucida è perfettamente rettilineo mentre quello della superficie opaco è rappresentato da una linea irregolare. È proprio per tale motivo che le superfici lavorate per ottenere una superficie levigata, velvet, tatum, sabbiata o patinata, possono presentare problemi di sporcabilità. Infatti le particelle di sporco che sulla superficie lucida sono facilmente asportabili in quanto non trattenute da alcun ostacolo fisico, sulle altre superfici si possono depositare nelle micro zigrinature o sulle piccole asperità della superficie risultando difficili da asportare.

Per la pulizia ordinaria si possono usare tutti i detergenti normalmente utilizzati sulle superfici lucide. Consigliamo di pulire subito - quando la macchia è ancora fresca - i liquidi colorati che vanno a contatto con la superficie. Il materiale agglomerato di quarzo non assorbe le sostanze liquide e quindi lo sporco che potrebbe essere trattenuto dalle micro zigrinature non penetra nel materiale ed è sempre asportabile. Nel caso di sporco ostinato si possono usare anche detergenti aggressivi a base acida. Evitare di pulire le superfici con alcool denaturato che, essiccandosi, potrebbe lasciare aloni difficilmente rimovibili. Per macchie di calcare (residuo dell’acqua di acquedotto) consigliamo di pulire con del Viakal (o detergenti anticalcare a base acida), utilizzabile anche per azioni prolungate. Per macchie di sostanze oleose o di grasso si può intervenire con degli sgrassatori da cucina, ma, una volta eliminata la macchia, è necessario risciacquare abbondantemente con acqua la zona interessata. Solitamente i prodotti di pulizia denominati “sgrassatori” sono “basici” e, se lasciati agire su un agglomerato di quarzo per tanto tempo possono alterare la superficie macchiandola (agiscono sul contenuto di resina).

Tabelle riassuntive